Motori Green è tutto ciò che c'è da sapere sul mondo dei motori elettrici.

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Cake vince due premi nell’ambito del concorso Design S Award

CAKE, il produttore svedese di motociclette elettriche leggere ad alte prestazioni, è onorato di aver vinto due Premi nell’ambito concorso Design S Award di quest’anno. Il primo premio Grand Prix riconosce la motocicletta elettrica Ösa di CAKE per l’eccezionale design industriale e del prodotto e il secondo premio Grand Prix onora nuovamente il modello Ösa nella categoria dello sviluppo sostenibile. CAKE aveva già vinto un Gran Premio di Industrial & Product Design per Kalk OR nel 2018.

Il Design S semestrale – Swedish Design Awards è il premio di design più importante e rispettato della Svezia nel settore del design e delle industrie creative. È ospitato da Svensk Form (la Società svedese di artigianato e design), un’organizzazione associativa senza scopo di lucro fondata nel 1845 per promuovere il design svedese in patria e all’estero e per dimostrare i vantaggi di un buon design per lo sviluppo sociale. Svensk Form ha iniziato il Design S Award nel 2006 dopo aver precedentemente organizzato il concorso con il nome di Excellent Swedish Form dal 1983-2002. “È un vero onore. Ricevere tre nomination era irreale. E poi vincere effettivamente due delle categorie: che gioia! ”, Ha commentato il fondatore e CEO di CAKE, Stefan Ytterborn. “Un premio come questo – uno che deriva dal lavoro approfondito della giuria da parte di specialisti oggettivi in ​​una dura competizione – è il massimo impulso e una vera conferma per il team dietro l’Ösa. E credimi, sta incredibilmente affermando il numero di competenze e persone coinvolte, dai nostri ingegneri meccanici, biomeccanici ed elettrici ai nostri specialisti di materiali e produzione, grafici, esperti di marketing e altro ancora. Siamo orgogliosi di farne parte! ” I Design S Awards 2020 includevano quindici categorie con tre premi speciali. Delle dozzine di proposte in ciascuna categoria, ciascuna riceve un totale di quattro candidati e un vincitore del Grand Prix. CAKE ha vinto le categorie Industrial & Product Design B2B e Sviluppo sostenibile e ha ricevuto una terza nomination per l’Aluminium Award. Nelle loro dichiarazioni scritte di premio, la giuria di Design S ha detto questo su CAKE e Ösa. Design industriale e di prodotto B2B: la giuria vede grandi possibilità nel sistema modulare offerto da Ösa. La capacità di progettare facilmente il proprio veicolo in base alle proprie esigenze, di trasportare se stessi e le proprie attrezzature a basso impatto ambientale, nonché di far funzionare e caricare macchine utilizzando la batteria sono qualità che consideriamo potenzialmente innovative per i professionisti. Il design di Ösa segnala chiaramente la sua funzionalità, pur sfidando le norme nel design dei trasporti.

CAKE ha aperto il suo marchio a nuovi settori e così ha facilitato la nostra transizione verde, che giustifica la scelta della giuria per il premio nella categoria B2B. Sviluppo sostenibile: l’architettura di prodotto modulare di Ösa dimostra come l’ingegneria funzionalista, la scelta ottimizzata dei materiali, l’elevata facilità di manutenzione e riciclabilità possano essere combinati con grande attenzione ai dettagli e al piacere dell’utente. Attraverso un design che si adatta da zero a una varietà di utenti e aree di utilizzo, Ösa sfida le norme stabilite all’interno del segmento di prodotto sia dal punto di vista funzionale che visivo. Con Ösa, CAKE ha applicato il design come strumento per promuovere un ambiente urbano più funzionale identificando il bisogno di mobilità delle persone come una questione chiave di una città sostenibile. CAKE viene premiata anche per il coraggio di fare un passo così grande dal suo precedente segmento di prodotti, qualcosa da cui più industrie dovrebbero essere ispirate.

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Audi alla Dakar 2022 con l’elettrico

“Un impegno poliedrico nel Motorsport è e rimarrà parte integrante della strategia Audi”, afferma Markus Duesmann, CEO e Responsabile dello Sviluppo Tecnico di AUDI AG. “Vogliamo continuare a dare prova del motto del Brand ‘Vorsprung durch Technik’ – All’avanguardia della tecnica – nelle competizioni internazionali di alto livello e al tempo stesso sviluppare tecnologie innovative da destinare alle vetture stradali. Il rally raid più duro al mondo è il palcoscenico ideale per raggiungere questi obiettivi”. 

Forte di un palmarès eccezionale, maturato in molteplici categorie, Audi torna ai rally. Una realtà che ha contraddistinto gli albori dell’attività sportiva del Marchio. Nel 1981, Audi quattro ha rivoluzionato il mondo dei rally. Oggi la trazione integrale è una tecnologia condivisa sia dalle vetture da competizione sia dalle vetture di serie, sportive ed elettriche dei quattro anelli.

Schierando una concept elettrica alla Dakar, Audi si prepara a sottoporre la tecnologia a elettroni alle condizioni d’utilizzo più severe. L’energia necessaria ad alimentare il powertrain verrà fornita dalla batteria ad alto voltaggio, ricaricabile durante la marcia tramite un range extender. Funzione, quest’ultima, che verrà affidata a un performante ed efficiente motore TFSI. Audi mira a rendere ancora più efficiente la mobilità sostenibile con soluzioni che, andando a incidere positivamente sulle prestazioni tanto del sistema propulsivo quanto degli accumulatori, possano essere in futuro adottate dalla produzione di serie.

Audi è il primo costruttore al mondo a partecipare alla Dakar con un powertrain alternativo: ancora una volta, la Casa dei quattro anelli è pioniere nello sviluppo d’inedite soluzioni tecniche e di mobilità. Nel 2012, Audi R18 e-tron quattro è stata la prima vettura ibrida al mondo a conquistare la 24 Ore di Le Mans, ribadendo il proprio primato nei due anni successivi e conquistando due titoli piloti e costruttori nel FIA World Endurance Championship (WEC).

Dal 2014, Audi compete con successo in Formula E.
Inizialmente a fianco del team ABT Sportsline e dal 2017 in veste ufficiale. Dopo sei anni d’attività, il team Audi Sport ABT Schaeffler è la squadra di maggior successo in Formula E con all’attivo 43 podi, tra cui dodici vittorie. Tra gli highlights, la vittoria del titolo piloti nel 2017 e del titolo costruttori nel 2018.

“La Formula E ha accompagnato la trasformazione di Audi”, afferma Markus Duesmann. “Oggi la mobilità elettrica a quattro anelli non è più un orizzonte proiettato nel futuro, bensì rappresenta il presente”. All’introduzione sul mercato di un’intera gamma a zero emissioni, capostipite della quale è il SUV Audi e-tron, la Casa dei quattro anelli farà seguire il debutto, nel 2021, di Audi RS e-tron GT, prima vettura a elettroni Audi Sport. Nel 2025, il 40% delle vendite Audi saranno appannaggio dei modelli elettrici o ibridi plug-in. “Affronteremo la Dakar quale prossimo passo nel Motorsport elettrificato perché le condizioni estreme che incontreremo costituiranno un perfetto laboratorio per sviluppare soluzioni tecniche innovative”.

Il Rally Dakar sostituirà la partecipazione Audi in Formula E che, dopo la stagione 2021, non avverrà più in veste ufficiale. Il nuovo powertrain elettrico Audi, denominato MGU05, sarà messo a disposizione dei team privati anche per il prossimo anno.

“I Clienti racing costituiscono il secondo pilastro del programma sportivo Audi. Audi Sport continuerà a destinare loro un ampio portfolio di modelli e un continuo supporto tecnico. Alle principali competizioni endurance, come la 24 Ore del Nürburgring, verrà dedicato il più recente step evolutivo di Audi R8 LMS. In aggiunta, stiamo valutando nuovi scenari del panorama motoristico internazionale”, afferma Julius Seebach, amministratore delegato di Audi Sport GmbH. “Vogliamo coniugare le aspettative dei Clienti e la strategia di elettrificazione del Brand. Per questo, ci stiamo preparando per competere nella nuova categoria LMDh (Le Mans Daytona h), destinata a divenire la classe regina del Mondiale Endurance, e a calcare i palcoscenici della 24 Ore di Daytona e della 24 Ore di Le Mans”.

Dal 1 dicembre 2020, Julius Seebach assumerà la responsabilità delle attività sportive internazionali del Brand, in aggiunta alla funzione di amministratore delegato di Audi Sport GmbH. Dieter Gass, che ha ricoperto posizioni dirigenziali in Audi Sport per quasi dieci anni ed è stato artefice dei successi Audi nel Motorsport dal 2017 al 2020, si dedicherà a nuove mansioni dopo la positiva conclusione dell’impegno Audi nel DTM.

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Kymco F9, il primo scooter elettrico simile alle moto

F9 è il primo scooter elettrico in grado di assicurare un’esperienza e percezione di guida  che solo le normali motociclette sarebbero in grado di offrire.È dotato di un motore da 9,4 kW progettato per le uscite sportive su strada, accelera da 0 a 50 km/h in 3 secondi e raggiunge una velocità massima di 110 km/h.

Kymco F9

È, inoltre, equipaggiato con il primo cambio automatico a due velocità al mondo progettato specificamente per scooter elettrici che migliora in ogni condizione di utilizzo la guida.F9 è alimentato da una batteria al litio da 96 V e 40 Ah, capace di garantire un’autonomia di 120 km. Sfruttando la ricarica rapida può essere caricato completamente in sole 2 ore.La batteria costituisce parte integrante del telaio, contribuendo così ad un peso light di soli 107 kg e garantendo un’eccezionale rigidezza. Gli pneumatici sono da 14 pollici e danno elevata aderenza in curva, assicurando il divertimento di guida: provare per credere!Prezzo e disponibilità da definire.

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52 Nissan LEAF in dotazione all’Arma dei Carabinieri

Le auto a zero emissioni saranno al servizio della tutela dei “Parchi Nazionali” e della “Biodiversità nelle Riserve Naturali Statali”

Nissan Leaf

2 Nissan LEAF entrano nell’autoparco dell’Arma dei Carabinieri che impiegherà i veicoli 100% elettrici per le esigenze dei reparti preposti alla tutela dei Parchi Nazionali e della Biodiversità nelle Riserve Naturali Statali. Si tratta di un progetto che ha avuto il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare in linea con il piano di decarbonizzazione nazionale e di sostenibilità dell’ambiente. 

Nissan è pioniere e leader mondiale nel mercato di massa dei veicoli 100% elettrici con LEAF, che quest’anno celebra il suo decimo anniversario dal lancio. Oltre 500.000 unità prodotte a livello mondiale e 14,8 miliardi di chilometri percorsi a zero emissioni, con oltre 2,4 milioni di tonnellate di CO2 risparmiate all’ambiente.

Marco Toro, Presidente e Amministratore Delegato di Nissan Italia ha commentato: “Sono orgoglioso che Nissan LEAF, la nostra icona della mobilità sostenibile, sia a supporto dell’Arma dei Carabinieri e che affianchi lo svolgimento delle loro attività in aree di grande valore naturalistico. È la vettura ideale per gli spostamenti urbani ed extraurbani, in virtù della sua capacità di percorrere fino a 400 km con una singola ricarica, offre brillanti prestazioni di guida e comfort a zero emissioni”. 

Nissan LEAF è il veicolo elettrico è l’icona della Nissan Intelligent Mobility, la roadmap strategica che ridefinisce l’offerta di prodotti e servizi energetici e rappresenta l’evoluzione della tecnologia applicata alla mobilità, perché attraverso avanzati sistemi di assistenza alla guida, come l’e-Pedal, ProPILOT Park e ProPILOT, si può guidare con un solo pedale, parcheggia in maniera autonoma assumendo il controllo dello sterzo, dell’acceleratore e del freno e consente di guidare in autostrada in autonomia su singola corsia. 

Nissan offre anche un programma di servizi per i propri clienti chiamato EV Care volto a far conoscere i benefici della mobilità elettrica con la prova gratuita della vettura per 48 ore e l’istallazione della wall box domestica.

L’impegno Nissan per la sostenibilità ambientale si amplia grazie al piano di elettrificazione della propria gamma, che prevede, a livello globale entro il 2023, l’introduzione di 8 nuovi modelli 100% elettrici e oltre 1 milione di veicoli elettrici ed elettrificati venduti all’anno.

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Audi e-tron: ricarica intelligente e ancora più rapida

Audi e-tron 55 quattro e Audi e-tron Sportback 55 quattro portano al debutto la ricarica a corrente alternata (AC) a 22 kW. Un valore di riferimento che si aggiunge alla possibilità di rifornire in corrente continua (DC) a 150 kW. Grazie al nuovo sistema di ricarica e-tron charging system connect divengono disponibili funzioni intelligenti come la registrazione dei consumi in base alle fasce orarie nelle quali l’energia è più conveniente e l’integrazione con l’impianto fotovoltaico domestico.

Digitalizzazione, trazione integrale quattro elettrica e rapidità di ricarica: ecco i pilastri della gamma Audi e-tron. I SUV a elettroni dei quattro anelli nelle versioni S e 55 quattro sono il punto di riferimento tra gli sport utility a zero emissioni per velocità di “rifornimento”, essendo in grado di ricaricare in corrente continua (DC) con potenze fino a 150 kW. In meno di mezz’ora è possibile ripristinare l’80% dell’energia all’interno della batteria. Un primato che Audi rafforza ulteriormente introducendo la ricarica a corrente alternata (AC) a 22 kW per Audi e-tron 55 quattro e Audi e-tron Sportback 55 quattro.

Audi e-tron 55 quattro e Audi e-tron Sportback 55 quattro possono essere equipaggiate con un secondo on-board charger – collocato alle spalle del radiatore anteriore – che consente di elevare da 11 a 22 kW la potenza massima di ricarica in corrente alternata. I tempi di rifornimento presso le stazioni pubbliche più diffuse si dimezzano e diviene possibile ripristinare 100 chilometri di autonomia in meno di un’ora. Il secondo on-board charger verrà dedicato, nel corso del 2021, anche alle varianti 50 quattro ed S.

e-tron charging system connect: gestione intelligente della ricarica domestica
Il nuovo sistema di ricarica domestica e-tron charging system connect nasce per operare con potenze fino a 22 kW in AC, garantendo il rifornimento integrale in circa 4 ore della batteria da 95 kWh di Audi e-tron 55 quattro e Audi e-tron Sportback 55 quattro. Il sistema connect si avvale di un’unità di comando con display touch LED da 5 pollici e di un supporto a parete. Il collegamento in rete mediante Wi-Fi ne consente il controllo mediante l’app myAudi e l’aggiornamento over-the-air. Perché la nuova tecnologia di ricarica domestica operi al meglio, Audi raccomanda un collegamento trifase da 400 Volt.

Oltre al rifornimento domestico sino a 22 kW in AC, il sistema e-tron charging system connect – in combinazione con un Home Energy Management System (HEMS) – offre molteplici funzioni intelligenti. Il sistema può “leggere” il fabbisogno energetico delle altre utenze e adeguare la ricarica in funzione della potenza residua, così da evitare il sovraccarico della rete. In aggiunta, la protezione tramite PIN scongiura gli utilizzi non autorizzati e il Cliente può stabilire delle priorità individuali, ad esempio la ricarica in fasce orarie economicamente più vantaggiose. Se l’abitazione dispone di un impianto fotovoltaico, l’auto può utilizzare in modo preferenziale la corrente autoprodotta; in questo caso, il sistema integra nella programmazione della ricarica anche gli orari in cui è previsto un maggiore irraggiamento solare.

Audi con Alpiq e AGN Energia: ricarica da casa 100% sostenibile per BEV e PHEV
Alpiq, partner di Audi Italia, ha le competenze necessarie per la gestione degli HEMS. La collaborazione della Casa dei quattro anelli con Alpiq e AGN Energia garantisce ai Clienti full electric e plug-in hybrid di Audi una ricarica domestica estremamente semplice. Il pacchetto “all inclusive” prevede un sopralluogo gratuito effettuato da una rete di tecnici specializzati presenti in tutta Italia, incaricati di redigere un preventivo lavori per l’installazione del sistema di ricarica Audi.

I Clienti dei modelli elettrici e ibridi plug-in dei quattro anelli beneficiano di un ulteriore vantaggio: diviene possibile accedere a una tariffa di ricarica flat, denominata easy home charging, declinata in due configurazioni. La tariffa standard – proposta a 110 euro al mese (IVA e imposte escluse) – prevede una fornitura di energia sino a 5.000 kWh all’anno, equivalenti a una percorrenza media di 20.000 km WLTP a bordo di Audi e-tron e Audi e-tron Sportback 55 quattro nonché a una ricarica completa, ogni giorno dell’anno, per tutti modelli della gamma ibrida plug-in Audi. La tariffa plus – proposta a 150 euro al mese (IVA e imposte escluse) – garantisce invece sino a 10.000 kWh annui, anche in questo caso generati esclusivamente da fonti rinnovabili, sufficienti perché Audi e-tron e Audi e-tron Sportback 55 quattro percorrano fino a 40.000 km l’anno.

Audi con Enel X: JuiceBox e sino a 22 kW in AC
Sempre in ambito domestico, Audi ha sviluppato con Enel X il pacchetto Ready for e-tron home riservato ai Clienti della gamma Audi e-tron. L’offerta, che agevola la fruizione della ricarica sino a 22 kW in AC, include il sopralluogo domestico, la consulenza per l’aumento della potenza elettrica dell’impianto di casa, la predisposizione del sistema di ricarica e la possibilità di scegliere la JuiceBox di Enel X con cavo integrato in tre diverse configurazioni di potenza in corrente alternata: 7,4 kW monofase, 11 o 22 kW trifase. La JuiceBox garantisce massima sicurezza, ha ingombri contenuti ed è corredata della funzione “intelligente” demand limitation per regolare l’erogazione d’energia in base al fabbisogno domestico. La ricarica è monitorabile a colpo d’occhio grazie ai LED integrati nella JuiceBox e può essere gestita con gli appositi comandi oppure, optando per la versione Pro Cellular, anche da remoto con lo smartphone.

Ricarica pubblica: 184mila stazioni in 25 Paesi con il servizio Audi e-tron Charging Service
Per facilitare la vita di chi guida elettrico, la Casa dei quattro anelli propone ai propri Clienti, oltre alle soluzioni per la ricarica domestica nate dalla collaborazione con i partner Alpiq ed Enel X, un accesso semplificato a circa 184.000 stazioni in 25 Paesi europei mediante il servizio di ricarica Audi e-tron Charging Service. A corrente alternata come a corrente continua, per un “pieno” d’energia è sufficiente un’unica scheda e un unico contratto ed è inoltre possibile accedere a condizioni agevolate alla rete ad alta capacità IONITY.

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Con le auto elettriche crollerà l’inquinamento: la conferma del CNR

Un’analisi conferma che le auto elettriche ridurranno drasticamente gli inquinanti nelle città. Ma le ibride ricaricabili sarebbero delle “bombe climatiche”

Una diffusione massiccia di auto elettriche in Italia consentirebbe di abbattere in modo drastico le emissioni di agenti inquinanti nocivi nelle nostre città. A confermare, dati alla mano, l’utilità del superamento dei motori termici è uno studio dell’Istituto per l’inquinamento atmosferico del CNR. L’analisi, effettuata in collaborazione con l’associazione per lo sviluppo della mobilità elettrica MOTUS-E si è concentrata sulle città di Torino, Milano, Bologna, Roma e Palermo. E ha riguardato le concentrazioni di polveri sottili (PM10) e biossido di azoto (NO2).

Polveri sottili e biossido di azoto in netto calo con le auto elettriche

In particolare, sono stati esaminati due scenari possibili, al 2025 e al 2030. Essi immaginano un cambiamento del parco circolante di veicoli, con una progressiva riduzione delle auto a benzina, diesel e gas, a favore di quelle elettriche. Ciò considerando non solo il trasporto privato, ma anche la logistica dell’ultimo miglio e il trasporto pubblico locale su gomma. Il tutto sulla base di un modello di simulazione chiamato ADMS – Roads (Advanced Dispersion Modelling System) che tiene conto anche dei dati meteorologici di ciascuna città. Velocità e direzione del vento, stabilità atmosferica, temperatura, umidità, precipitazioni, nuvolosità.


Una diffusione massiccia di auto elettriche in Italia consentirebbe di abbattere in modo drastico le emissioni di agenti inquinanti nocivi nelle nostre città. A confermare, dati alla mano, l’utilità del superamento dei motori termici è uno studio dell’Istituto per l’inquinamento atmosferico del CNR. L’analisi, effettuata in collaborazione con l’associazione per lo sviluppo della mobilità elettrica MOTUS-E si è concentrata sulle città di Torino, Milano, Bologna, Roma e Palermo. E ha riguardato le concentrazioni di polveri sottili (PM10) e biossido di azoto (NO2).

Paline per la ricarica di auto elettriche © cmspic/iStockPhoto
Paline per la ricarica di auto elettriche © cmspic/iStockPhoto

Polveri sottili e biossido di azoto in netto calo con le auto elettriche

In particolare, sono stati esaminati due scenari possibili, al 2025 e al 2030. Essi immaginano un cambiamento del parco circolante di veicoli, con una progressiva riduzione delle auto a benzina, diesel e gas, a favore di quelle elettriche. Ciò considerando non solo il trasporto privato, ma anche la logistica dell’ultimo miglio e il trasporto pubblico locale su gomma. Il tutto sulla base di un modello di simulazione chiamato ADMS – Roads (Advanced Dispersion Modelling System) che tiene conto anche dei dati meteorologici di ciascuna città. Velocità e direzione del vento, stabilità atmosferica, temperatura, umidità, precipitazioni, nuvolosità.

Le auto elettriche, una manna per l’aria delle città

Senza sorpresa, i risultati sono tutti a favore delle auto elettriche. A Torino le concentrazioni di NO2 potrebbero calare del 61% al 2025 e del 93% al 2030. Mentre per le PM10 le riduzioni sarebbero del 36 e del 39%. A Roma il biossido di azoto presente in atmosfera scenderebbe del 53 e dell’89% (sempre al 2025 e 2030). Le polveri sottili segnerebbero -36 e -42%. Similmente, a Milano i dati sulle NO2 sarebbero pari ad un -62 e -84%; quelli delle PM10 a -36 e -41%. Bologna gioverebbe di un calo delle NO2 del 47% al 2025 e del 79% al 2030. Le PM10 calerebbero invece del 28 e del 34%. Infine, a Palermo il biossido di azoto scenderebbe del 52 e 74%, mentre le polveri sottili lo farebbero del 38 e 46%.A giovarne, oltre ai polmoni di chi vive in città, sarebbe anche il governo italiano. Di recente, infatti, la Corte di giustizia dell’Unione europea ha condannato l’Italia per aver violato il diritto comunitario sulla qualità dell’aria. I valori massimi fissati per le polveri sottili sono stati superati nel nostro Paese «in modo sistematico e persistente» tra il 2008 e il 2017. E i governi che si sono succeduti «non hanno manifestamente adottato in temo misure utili per contenere l’inquinamento».

L’Italia condannata dalla Corte di giustizia europea per l’inquinamento
Soltanto in tempi più recenti sono stati avviati dei piani volti a ridurre la presenza di particolato. Ma in molti casi serviranno anni per ottenere dei risultati. Più in generale, inoltre, occorre tenere sempre a mente la necessità di accompagnare la transizione nel settore della mobilità con quella nel settore della produzione di energia elettrica.

Se infatti quella che utilizziamo per ricaricare le batterie delle auto elettriche è prodotta grazie a fonti rinnovabili, il vantaggio è complessivo e inequivocabile. Se invece – come purtroppo ancora accade in alcune nazioni europee – l’energia proviene da centrali a carbone, il rischio è, semplicemente, di delocalizzare le emissioni. Senza dimenticare la questione, di non poco conto, della CO2 prodotta per la fabbricazione delle batterie. Nonché la necessità di adottare piani per la gestione di quelle esauste.

Il rapporto «scioccante» sulle auto ibride ricaricabili
A ciò si affianca poi il capitolo delle ibride ricaricabili. Auto alimentate sia da batterie che da motori termici. L’organizzazione non governativa Transport & Environnement (T&E) di Bruxelles ha pubblicato il 23 novembre un rapporto definito “scioccante” dal quotidiano francese Le Monde. Secondo la quale tali mezzi, in condizioni reali di utilizzo, emetterebbero non meno del 28% in più di quanto dichiarato dalle case automobilistiche.
Attenzione: in questo caso non parliamo più di PM10 e NO2, agenti che inquinano le città, bensì di biossido di carbonio (CO2). Ovvero di un gas ad effetto serra che contribuisce in modo determinante al riscaldamento globale e, di conseguenza, ai cambiamenti climatici. L’analisi è stata effettuata dalla società britannica Emissions Analytics e si è concentrata sulla CO2 emessa dalla Mitsubishi Outlander (la più venduta in Europa nella sua categoria), dalla Volvo XC60 e dalla BMW X5. «In condizioni ottimali, con la batteria completamente carica, questi veicoli emettono tra il 28 e l’89% in più di quanto indicato», spiega T&E in un comunicato.

In particolare, secondo i dati di omologazione, le tre vetture emetterebbero 32 (la BMW), 46 (la Mitsubishi) e 71 (la Volvo) grammi di CO2 per chilometro percorso. Mentre in realtà arriverebbero rispettivamente a 254, 164 e 184 quando la batteria si scarica. «Soprattutto – sottolinea Le Monde – vengono indicati valori stupefacenti di 385, 216 e 242 grammi quando si passa in modalità ricarica della batteria. Delle autentiche “bombe climatiche”».

Fonte: valori.it

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CUPRA El-Born, elettrica sportiva del marchio Seat

Nata con il marchio Seat, la el-Born, prima elettrica della Casa di Martorell su base Volkswagen ID.3 tira fuori i muscoli nella versione Cupra dal look cattivo e prestazioni da sparo.
L’auto, che come molte altre vetture del gruppo di Wolfsburg nascerà nello stabilimento di Zwickau, è attesa sul mercato il prossimo anno.

Dal punto di vista tecnico, per ora la Casa ha solo detto che la Cupra el-Born è alimentata da una batteria da 77 kWh, che gode di un’autonomia fino a 500 km e che è in grado di scattare da o a 50 km/h in soli 2”9. La batteria, inoltre, in 30 minuti di ricarica fast in corrente continua riuscirà a recuperare 260 km di autonomia.

Niente viene detto riguardo alla potenza del motore elettrico (o dei motori elettrici) che la spingono. Guardando ai pochi dati rilasciati, però, viene naturale pensare che sfrutti lo stesso schema dell’Audi Q4 Sportback e-tron.
Molto probabilmente, infatti, sarà dotata di due motori (uno all’anteriore e uno al posteriore, come anche le versioni di punta delle Volkswagen della famiglia ID, per una potenza complessiva nell’ordine dei 306 CV.

In attesa di conferme ufficiali, intanto si sa anche che l’auto sarà dotata di Dynamic Chassis Control Sport, telaio attivo con assetto sportivo (anche qui, si nota una certa parentela con l’Audi Q4 Sportback e-tron). Dal volante c’è anche la possibilità di scegliere la modalità di guida, con quella “Cupra” che massimizza le prestazioni.

Per il resto, la cura estetica a cui è stata sottoposta le dona una certa dose di cattiveria, sottolineata dalla tinta scura della carrozzeria e dai dettagli bronzo per gli esterni e dai sedili a guscio e dalle cuciture a contrasto. Interessante, come per tante altre auto elettriche, l’adozione di tessuti e materiali riciclati per i rivestimenti interni, a sottolineare l’anima green di questo SUV ad alte prestazioni e basso impatto ambientale.

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Carbon neutral entro il 2050: il percorso del Gruppo Volkswagen

Per centrare i propri obiettivi – raggiungere i target definiti dagli accordi di Parigi sul clima e diventare carbon neutral entro il 2050 – il Gruppo Volkswagen agisce su tre fronti: ridurre il consumo di energia, usare fonti energetiche rinnovabili e compensare le emissioni inevitabili.

Il profondo impegno per gli obiettivi climatici stabiliti dagli accordi di Parigi è la priorità per il Gruppo Volkswagen. “Combattere la crisi climatica è la più grande sfida di questa epoca e per ridurne l’impatto è imperativo limitare il riscaldamento globale” ha spiegato il CEO Herbert Diess.”Per questo l’intero Gruppo dovrà essere carbon neutral entro il 2050, e ciò non vale solo per i veicoli prodotti, ma per tutte le attività. Abbiamo la responsabilità e l’obbligo di dare il nostro contributo per limitare il cambiamento climatico e stiamo lavorando per raggiungere i nostri obiettivi con la massima coerenza. Abbiamo l’opportunità e la capacità di farlo”.

CEO Herbert Diess

La carbon footprint

Il Gruppo Volkswagen punta sulla mobilità elettrica, perché i veicoli a batteria hanno una carbon footprint migliore rispetto a tutte le altre tecnologie, lungo l’intero ciclo di vita. Alcuni sono già in vendita e stanno aprendo la strada alla diffusione di massa della mobilità elettrica: le Volkswagen ID.31 e ID.42, per esempio, entrambe già carbon neutral.

Gli impianti di produzione delle batterie utilizzano esclusivamente elettricità proveniente da fonti rinnovabili, mentre le emissioni inevitabili generate nelle catene di fornitura e nei processi di produzione sono compensate con progetti di salvaguardia del clima.

Elettrico e pianificazione

Entro il 2030, il Gruppo Volkswagen porterà sul mercato 70 modelli 100% elettrici, per un totale di 26 milioni di veicoli prodotti. A questi si aggiungeranno 60 veicoli ibridi. A tal scopo, il Gruppo investirà oltre 60 miliardi di Euro entro il 2025 nell’elettrificazione (35 miliardi) e nella digitalizzazione (27 miliardi).

In parallelo, Volkswagen sta convertendo all’elettrico la propria flotta di auto aziendali: i manager devono essere i primi a dare l’esempio. Inoltre, agli investitori è data la possibilità di partecipare allo sviluppo della mobilità elettrica attraverso i Green Bond, che aiutano a rifinanziare i progetti relativi alla piattaforma MEB e ai modelli a zero emissioni, come ID.3 e ID.4.

Energia rinnovabile e riciclo

La transizione verso la mobilità elettrica viene affrontata con un approccio olistico. Il Gruppo Volkswagen non produce solo le auto, ma anche celle per le batterie, contribuisce allo sviluppo dell’infrastruttura di ricarica e fornisce elettricità green attraverso la controllata Elli.

Le batterie sono garantite per 8 anni o 160.000 km; quando non possono più essere caricate al massimo della loro capacità, possono essere utilizzate per immagazzinare energia in stazioni di ricarica prima di essere riciclate.

Questa seconda vita è in fase di sperimentazione all’interno dello stabilimento di Salzgitter. L’attenzione è anche sui processi di riciclo, con l’obiettivo di creare un circuito chiuso con un’efficienza del 90%.

Infrastruttura di ricarica e fornitori

Con WeChargeVolkswagen fornisce agli utenti l’accesso a 150.000 stazioni di ricarica pubbliche in tutta Europa, attraverso un’unica carta di ricarica: una soluzione che facilita notevolmente la fruibilità quotidiana. Per quanto riguarda l’approvvigionamento, dal 2019 il Gruppo Volkswagen ha adottato un nuovo sistema di valutazione, con cui vincola i propri fornitori a utilizzare flussi di lavoro trasparenti, con un’attenzione particolare sul tema dei diritti umani.

La catena di fornitura delle materie prime per le batterie viene monitorata dall’azienda specializzata RCS Global, che si concentra sull’analisi della compliance in termini di diritti umani, sicurezza delle condizioni lavorative e adozione di misure per proteggere l’ambiente, a partire dalle miniere.

Un lungo percorso

Entro il 2030, il Gruppo Volkswagen punta a ridurre le emissioni globali di gas serra derivanti dalla produzione e dall’utilizzo dei veicoli della gamma del 30% rispetto al 2018. Obiettivo che secondo l’iniziativa indipendente Science Based Targets (SBTi) soddisfa i requisiti degli accordi di Parigi sul clima.

Attualmente, il 41% dell’elettricità consumata nei processi produttivi del Gruppo proviene da fonti rinnovabili; l’obiettivo è di arrivare al 100% entro il 2030 (dapprima in Europa, entro il 2023, con l’eccezione di ŠKO-ENERGO, poi nel resto del mondo). Già oggi in 43 sedi del Gruppo si utilizza esclusivamente energia green. Nel frattempo i 125 stabilimenti produttivi sparsi in tutto il mondo stanno migliorando la loro efficienza energetica: in questo senso, negli ultimi due anni sono state implementate oltre 1.650 nuove misure.

Gli stabilimenti

Le due centrali elettriche dello stabilimento Volkswagen di Wolfsburg verranno completamente convertite dal carbone al gas naturale entro la fine del 2022, riducendo le emissioni di CO2 del 60% – ovvero, con un taglio pari a 1,5 milioni di tonnellate ogni anno.

Gli impianti di Bruxelles (Audi), Zwickau e Dresda (Volkswagen), Vrchlabí (ŠKODA) e Crewe (Bentley) sono le prime strutture carbon neutral del Gruppo Volkswagen. In Norvegia, Volkswagen ha inoltre attivato, insieme a Green Mountain, un centro informatico carbon neutral che utilizza energia al 100% idroelettrica, risparmiando 5.800 tonnellate di COogni anno.

I trasporti

Entro il 2021 tutti i trasporti ferroviari di materiali e veicoli in Germania utilizzeranno elettricità proveniente da fonti rinnovabili, tagliando così 26.700 tonnellate di emissioni di CO2 all’anno. Nello stabilimento portoghese di Palmela, il Gruppo Volkswagen ha riattivato una linea ferroviaria per il trasporto di veicoli al porto di Setúbal. Il treno circola fino a quattro volte al giorno consegnando circa 500 veicoli al porto e sostituendo 63 viaggi in camion, con un risparmio di 400 tonnellate di anidride carbonica all’anno.

In Spagna, nello stabilimento SEAT di Martorell, per i trasporti vengono utilizzati i rimorchi per autocarri più grandi disponibili sul mercato (lunghi 31,7 e 25,2 metri): una soluzione che consente di tagliare le emissioni di CO2 del 30% rispetto ai camion convenzionali.

Per quanto riguarda la logistica marittima, il Gruppo utilizza già un cargo alimentato a gas naturale e un altro entrerà in servizio a breve; con un pieno è possibile coprire l’intero viaggio di andata e ritorno, Germania-Messico-Germania.

Le emissioni di CO2

Attraverso un fondo “CO2, che dispone di un budget annuale di 25 milioni di Euro, il Gruppo Volkswagen sostiene tutti i progetti interni che riducono le emissioni di gas serra. È stato inoltre incorporato un indice di decarbonizzazione (DKI) all’interno della strategia, come indicatore dell’avanzamento del percorso – i cui progressi vengono pubblicati regolarmente – verso la neutralità climatica.

La mission aziendale “goTOzero” riunisce tutte le misure ambientali implementate, riassumendo un modo sostenibile di fare business che riduce al minimo l’impatto del Gruppo. Quattro le aree di azione individuate: cambiamento climatico, risorse, qualità dell’aria e conformità ambientale.

In conclusione

Per diventare carbon neutral entro il 2050, il Gruppo Volkswagen segue tre capisaldi: ridurre il consumo di energia in maniera efficace e sostenibile, passare alle fonti rinnovabilicompensare le emissioni che attualmente non possono essere evitate. Insieme alla strategia di elettrificazione, questi tre principi permettono di contribuire efficacemente alla lotta contro il riscaldamento globale.

Non dobbiamo perdere nessuna opportunità, e non la perderemo, per ottimizzare ulteriormente la nostra efficienza nell’utilizzo delle risorse, così come nel riutilizzo e nel riciclo dei materiali“, nelle parole del CEO Herbert Diess.

1)  ID.3 – consumo combinato (NEDC) in kWh/100 km: 15,4-14,5; emissioni di CO₂ in g/km: 0; classe di efficienza: A+.

2)  ID.4 – consumo combinato (NEDC) in kWh/100 km: 16,9-16,2; emissioni di CO₂ in g/km: 0; classe di efficienza: A+.

FonteVolkswagen AG

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In Gran Bretagna entro dieci anni solo auto elettriche

Il premier britannico Boris Johnson promette 250 mila nuovi posti di lavoro.

Una «rivoluzione verde» per rilanciare una premiership azzoppata dalla pandemia e dalle lotte interne. È l’obiettivo del piano in dieci punti annunciato ieri da Boris Johnson, che punta a fare della Gran Bretagna un Paese all’avanguardia nella lotta al cambiamento climatico. La decisione più significativa e di maggiore impatto è quella di mettere al bando entro dieci anni la vendita di auto e furgoni alimentati a benzina o a gasolio: un precedente impegno in materia aveva fissato la data al 2040, ora anticipata al 2030. Per rendere possibile la transizione rapida ai veicoli elettrici il governo stanzierà l’equivalente di un miliardo e mezzo di euro per installare nuovi punti di ricarica e circa 650 milioni in sovvenzioni per l’acquisto di auto «pulite», che al momento sono significativamente più costose di quelle a benzina o diesel.

Complessivamente, il piano punta a mettere in campo 12 miliardi di sterline (circa 14 miliardi di euro), che dovrebbero tra l’altro sostenere la creazione di 250 mila nuovi posti di lavoro. Ma per gli ambientalisti e le opposizioni si tratta di uno sforzo ancora troppo limitato, visto che solo 4 miliardi sono soldi «freschi» e a confronto Germania e Francia hanno stanziato rispettivamente 40 e 30 miliardi di euro per i loro piani di azione climatica. Altri elementi-chiave della «rivoluzione verde» sono l’impulso allo sviluppo dell’energia eolica, in modo da poter alimentare tutte le case in Gran Bretagna con la forza del vento; l’incremento della produzione di idrogeno, così da avere entro dieci anni la prima città interamente riscaldata da quella fonte di energia; l’impegno a piantare 30 mila ettari all’anno di alberi; la spinta a fare dalla City un centro dedicato alla «finanza verde».

«Sebbene quest’anno abbia preso una direzione molto di versa da quella che ci aspettavamo — ha detto Johnson — la Gran Bretagna guarda al futuro e a cogliere l’opportunità di una ricostruzione più verde». Parole significative, che vanno lette ovviamente sulla sfondo della pandemia, che ha completamente deragliato i piani di Boris, tutti centrati un anno fa sul trionfalismo post-Brexit: ora invece il premier si trova sballottato su tutti i fronti e preso in mezzo alla guerra dei suoi consiglieri, che si contendono la direzione del governo.

Il rilancio «verde» punta a resettare la sua premiership in una cornice più «liberal», con un occhio anche ai rapporti con la nuova amministrazione americana: è proprio sui temi ambientali infatti che Londra punta a ricucire i legami con Biden, che non è esattamente un fan della Brexit. E la cornice internazionale è quella della Cop26, la Conferenza sul clima che si terrà fra un anno a Glasgow sotto l’egida congiunta di Gran Bretagna e Italia. Proprio sul piano politico però c’è chi a destra storce il naso: la «rivoluzione verde» appare fin troppo come una strizzata d’occhio alle élite metropolitane e un tradimento di quella working class tradizionalista che alle ultime elezioni del dicembre 2019 aveva decretato il trionfo dei conservatori.
Fonte: Repubblica

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Avviata la produzione di motori elettrici in Cina

Volkswagen Group Components rafforza il proprio ruolo di fornitore chiave
di componenti essenziali per i veicoli elettrici, per i Brand e le joint venture del Gruppo Volkswagen, nel principale mercato per l’e-mobility a livello mondiale. Con effetto immediato, l’impianto cinese di componentistica di Tianjin produrrà il motore APP 310 sulla piattaforma modulare specifica per l’elettrico (MEB). Sarà utilizzato nelle varianti della Volkswagen ID.41
prodotte dai partner FAW (ID.4 CROZZ2) e SAIC (ID.4X2). Anche i futuri modelli del Gruppo su base MEB destinati al mercato cinese saranno approvvigionati localmente. Lo stabilimento principale per i motori elettrici di Volkswagen Group Components, a Kassel (Germania), produce l’APP 310
per i modelli MEB attuali e futuri destinati a Europa e Nord America.

Thomas Schmall, CEO di Volkswagen Group Components: “Con l’avvio della produzione del motore APP 310 nella nostra fabbrica di componenti di Tianjin, diamo impulso alla mobilità elettrica non solo nella regione ma anche nell’intero Gruppo. La nostra presenza in mercati chiave
ci permette di reagire in modo flessibile ed efficiente alle esigenze dei Clienti. In tal senso Volkswagen Group Components sta dando un contributo importante alla campagna di elettrificazione del Gruppo Volkswagen”.

A Tianjin si producono cambi automatici dal 2012. Dopo il motore ibrido DQ400e e quello elettrico APP 290, l’APP 310 rappresenta la successiva tappa fondamentale nella transizione verso l’e-mobility. Il motore sincrono a magneti permanenti, disposto con trasmissione e cambio in linea con i semiassi, ha un output di fino a 150 kW (204 CV) con coppia massima di 310 Nm. Le due fabbriche di componenti di Kassel e Tianjin collaborano strettamente sull’industrializzazione del processo per il nuovo prodotto. Al momento, la capacità produttiva massima per entrambi i siti corrisponde a 880.000 unità all’anno, ma sarà ampliata fino ad arrivare a 1,4 milioni di motori elettrici all’anno già nel 2023, rendendo Volkswagen Group Components uno dei principali produttori a livello mondiale.

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