Motori Green è tutto ciò che c'è da sapere sul mondo dei motori elettrici.

Auto Commenti (0) |

Nel 2021, la gamma ID. inizierà a ricevere regolari aggiornamenti over-the-air

La Volkswagen sta portando avanti la digitalizzazione dei propri prodotti a ritmo sostenuto e sta diventando un fornitore completo di hardware, software e servizi. L’introduzione degli aggiornamenti over-the-air è il prossimo passo importante nella nostra trasformazione in un’azienda tecnologica e nello sviluppo di un nuovo modello di business”, ha dichiarato il CEO della marca Volkswagen Ralf Brandstätter.

A partire dall’estate, la Volkswagen rilascerà per i modelli ID. un aggiornamento ogni tre mesi. Oltre a ottimizzare le prestazioni del software, potranno includere anche nuove funzioni e opzioni di personalizzazione.

“Questo assicurerà che tutte le Volkswagen ID. consegnate siano equipaggiate per l’intero ciclo di vita con la versione più recente del software. In futuro, gli aggiornamenti over-the-air diventeranno la normalità per le nostre auto. Così, nel corso degli anni terremo tutti i modelli ID. al passo con il software delle auto nuove”, ha dichiarato il Membro del Consiglio di Amministrazione della marca Volkswagen per lo Sviluppo Tecnico Thomas Ulbrich.

La nuova unità di progetto ID.Digital si occuperà di portare avanti con costanza lo sviluppo della gamma ID. e coordinerà l’applicazione degli aggiornamenti over-the-air. L’approccio agile della struttura istituisce nuovi standard nella manutenzione software, con cicli di aggiornamento brevi e un orientamento flessibile ai bisogni dei Clienti. Inoltre, le decisioni su nuovi servizi digitali e una migliore interazione con gli utilizzatori possono essere attuate in modo veloce e semplice.

Il nuovo ID.Software versione 2.1 è già installato a bordo di tutte le vetture prodotte dall’inizio di marzo. L’aggiornamento sarà messo a disposizione anche dei Clienti che hanno già ricevuto la propria ID.3 o ID.4. Come annunciato, questi ultimi dovranno recarsi per l’installazione una sola volta presso una Concessionaria Volkswagen.
Da quel momento in poi, grazie al nuovo software, sarà possibile aggiornare le unità di controllo della vettura, tra le altre cose, senza che i Clienti debbano più andare in Concessionaria. Si tratta di una prima volta per modelli appartenenti a segmenti di grande volume.

I primi aggiornamenti OTA sono stati testati con successo su oltre 3.000 auto aziendali della Volkswagen, affinché i Clienti possano presto beneficiare dei continui miglioramenti delle prestazioni e delle nuove funzioni. In questo modo, la Volkswagen ha raggiunto un’importante passaggio nell’ulteriore sviluppo della propria architettura elettronica.

Il software sta diventando sempre di più un fattore competitivo in grado di fare la differenza e, di conseguenza, un elemento determinante nelle scelte d’acquisto del mercato automobilistico nel 21° secolo.

Leggi di più

Auto, Prove Commenti (0) |

Maratona di 20.000 km per mettere alla prova la ID.3 sulle lunghe distanze

La mobilità elettrica si diffonde ogni giorno di più. A crescere non sono solo i modelli tra cui scegliere o i loro numeri di vendita, anche l’infrastruttura di ricarica si sta espandendo. Per mettere alla prova i due elementi, auto e colonnine, entrambi essenziali per portare la mobilità elettrica al grande pubblico, il pilota specializzato in impegnativi raid Reiner Zietlow e il copilota Dominic Brüner stanno realizzando un test su strada unico. Il 28 settembre scorso sono partiti per una maratona di due mesi attraverso la Germania che sta facendo tappa in circa 650 stazioni di ricarica veloce, con potenza superiore a 60 kW.
L’obiettivo dichiarato di questo insolito viaggio è di mettere alla prova allo stesso tempo l’infrastruttura elettrica e un esemplare della ID.3 Pro S. Equipaggiata con una batteria da 77 kWh di capacità netta, che permette fino a 549 km di autonomia nel ciclo WLTP, la ID.3 Pro S è disponibile in Italia nella configurazione al vertice della gamma Tour, al prezzo di listino di 48.900 Euro.

Pur avendo ottenuto tre record mondiali e sette record sulle lunghe distanze, che lo hanno portato a visitare 130 Paesi in tutto il mondo, questa volta Reiner Zietlow sta affrontando un progetto insolito persino per i suoi standard: una maratona di 20.000 km con cui sta attraversando… la Germania. Al volante di una Volkswagen ID.3 Pro S, dotata di batteria da 77 kWh e ricaricata perlopiù con energia rinnovabile, Zietlow e il copilota Dominic Brüner stanno mettendo alla prova al tempo stesso la compatta 100% elettrica, la rete di ricarica ad alta velocità tedesca e il servizio di ricarica Volkswagen We Charge. I loro progressi possono essere seguiti in tempo reale sul sito www.id3-deutschlandtour.com dove, oltre alla posizione, vengono condivise anche le immagini del viaggio.

L’Istituto di Logistica dei Trasporti dell’Università Tecnica di Dortmund ha calcolato il percorso più efficiente che attraversasse il maggior numero possibile di aree della Germania. Il viaggio è partito il 28 settembre scorso dall’hotel più a sud della Germania, vicino Oberstdorf, e terminerà nel parcheggio più a nord del Paese, vicino List on Sylt.

Il 5 novembre, Zietlow, Brüner e la “loro” ID.3 Pro S hanno fatto tappa a Bernburg (Saale), presso l’SOS-Kinderdorf, una casa di accoglienza per bambini, ragazzi e famiglie cui sarà donata una parte dei ricavi pubblicitari della maratona.

Il viaggio terminerà verso l’inizio di dicembre ma, con oltre 14.000 km percorsi, è già possibile fare le prime considerazioni. Per esempio, nel corso del tour Zietlow e Brüner hanno ricaricato la Volkswagen ID.3 Pro S alla potenza massima di 125 kW in gran parte parte delle oltre 350 stazioni di ricarica ad alta velocità utilizzate finora. Anche la varietà di fornitori di energia non si sta rivelando un problema grazie a We Charge, il sistema di pagamento Volkswagen che permette di ricaricare in tutta Europa con
un’unica tessera, presso le colonnine di diverse aziende energetiche. In Italia, la tessera We Charge garantisce l’accesso al 70% della rete di ricarica pubblica, per un totale di circa 10.000 punti, tra cui le stazioni ad alta potenza IONITY.

“Riceviamo molti sguardi curiosi e domande quando ci fermiamo a ricaricare”, spiega Zietlow. “Si percepisce che la mobilità elettrica è un tema di grande interesse e che c’è molta richiesta d’informazioni”, aggiunge. Oltre a fare il punto sulla percezione della mobilità elettrica e sullo stato delle infrastrutture, la maratona di 20.000 km al volante della ID.3 Pro S serve anche a capire meglio com’è convivere ogni giorno con un’auto
100% elettrica tanto nelle grandi città, quanto fuori. “Per esempio, è interessante notare che stiamo usando la minore quantità di energia nel traffico cittadino, proprio la condizione in cui le auto a combustione consumano più carburante”, spiega Zietlow, il quale al volante della ID.3 sta registrando un consumo urbano di circa 15 kWh ogni 100 km, che equivalgono a un costo medio di circa 4 Euro. Il consumo complessivo,
invece, è di poco inferiore ai 20 kWh e include strade di diverso tipo, tra cui anche lunghe tratte autostradali a velocità sostenute. Per esempio, in uno dei trasferimenti più estesi, i due piloti hanno percorso 420 km in un’unica tappa, senza bisogno di fermarsi per ricaricare.

In Italia, la Volkswagen ID.3 Pro S è proposta nella configurazione Tour al prezzo di listino di 48.900 Euro. La sua batteria ha una capacità di 77 kWh effettivi e può contare su un’autonomia fino a 549 km nel ciclo WLTP e su 125 kW di potenza di ricarica in corrente continua DC. Unica con omologazione a quattro posti, la ID.3 Tour è dotata di tutti gli equipaggiamenti utili per i lunghi spostamenti, tra gli altri: head-up display con realtà aumentata AR, impianto stereo premium, proiettori a LED Matrix IQ.LIGHT, pacchetto Comfort, pacchetto Assistenza che include tutti i sistemi di assistenza alla guida, oltre a cerchi in lega da 19 pollici.

Ulteriori dettagli, condizioni e note legali delle offerte commerciali sono disponibili sul sito ufficiale di Volkswagen Italia www.volkswagen.it

Leggi di più

Green News, Interviste Commenti (0) |

Carbon neutral entro il 2050: il percorso del Gruppo Volkswagen

Per centrare i propri obiettivi – raggiungere i target definiti dagli accordi di Parigi sul clima e diventare carbon neutral entro il 2050 – il Gruppo Volkswagen agisce su tre fronti: ridurre il consumo di energia, usare fonti energetiche rinnovabili e compensare le emissioni inevitabili.

Il profondo impegno per gli obiettivi climatici stabiliti dagli accordi di Parigi è la priorità per il Gruppo Volkswagen. “Combattere la crisi climatica è la più grande sfida di questa epoca e per ridurne l’impatto è imperativo limitare il riscaldamento globale” ha spiegato il CEO Herbert Diess.”Per questo l’intero Gruppo dovrà essere carbon neutral entro il 2050, e ciò non vale solo per i veicoli prodotti, ma per tutte le attività. Abbiamo la responsabilità e l’obbligo di dare il nostro contributo per limitare il cambiamento climatico e stiamo lavorando per raggiungere i nostri obiettivi con la massima coerenza. Abbiamo l’opportunità e la capacità di farlo”.

CEO Herbert Diess

La carbon footprint

Il Gruppo Volkswagen punta sulla mobilità elettrica, perché i veicoli a batteria hanno una carbon footprint migliore rispetto a tutte le altre tecnologie, lungo l’intero ciclo di vita. Alcuni sono già in vendita e stanno aprendo la strada alla diffusione di massa della mobilità elettrica: le Volkswagen ID.31 e ID.42, per esempio, entrambe già carbon neutral.

Gli impianti di produzione delle batterie utilizzano esclusivamente elettricità proveniente da fonti rinnovabili, mentre le emissioni inevitabili generate nelle catene di fornitura e nei processi di produzione sono compensate con progetti di salvaguardia del clima.

Elettrico e pianificazione

Entro il 2030, il Gruppo Volkswagen porterà sul mercato 70 modelli 100% elettrici, per un totale di 26 milioni di veicoli prodotti. A questi si aggiungeranno 60 veicoli ibridi. A tal scopo, il Gruppo investirà oltre 60 miliardi di Euro entro il 2025 nell’elettrificazione (35 miliardi) e nella digitalizzazione (27 miliardi).

In parallelo, Volkswagen sta convertendo all’elettrico la propria flotta di auto aziendali: i manager devono essere i primi a dare l’esempio. Inoltre, agli investitori è data la possibilità di partecipare allo sviluppo della mobilità elettrica attraverso i Green Bond, che aiutano a rifinanziare i progetti relativi alla piattaforma MEB e ai modelli a zero emissioni, come ID.3 e ID.4.

Energia rinnovabile e riciclo

La transizione verso la mobilità elettrica viene affrontata con un approccio olistico. Il Gruppo Volkswagen non produce solo le auto, ma anche celle per le batterie, contribuisce allo sviluppo dell’infrastruttura di ricarica e fornisce elettricità green attraverso la controllata Elli.

Le batterie sono garantite per 8 anni o 160.000 km; quando non possono più essere caricate al massimo della loro capacità, possono essere utilizzate per immagazzinare energia in stazioni di ricarica prima di essere riciclate.

Questa seconda vita è in fase di sperimentazione all’interno dello stabilimento di Salzgitter. L’attenzione è anche sui processi di riciclo, con l’obiettivo di creare un circuito chiuso con un’efficienza del 90%.

Infrastruttura di ricarica e fornitori

Con WeChargeVolkswagen fornisce agli utenti l’accesso a 150.000 stazioni di ricarica pubbliche in tutta Europa, attraverso un’unica carta di ricarica: una soluzione che facilita notevolmente la fruibilità quotidiana. Per quanto riguarda l’approvvigionamento, dal 2019 il Gruppo Volkswagen ha adottato un nuovo sistema di valutazione, con cui vincola i propri fornitori a utilizzare flussi di lavoro trasparenti, con un’attenzione particolare sul tema dei diritti umani.

La catena di fornitura delle materie prime per le batterie viene monitorata dall’azienda specializzata RCS Global, che si concentra sull’analisi della compliance in termini di diritti umani, sicurezza delle condizioni lavorative e adozione di misure per proteggere l’ambiente, a partire dalle miniere.

Un lungo percorso

Entro il 2030, il Gruppo Volkswagen punta a ridurre le emissioni globali di gas serra derivanti dalla produzione e dall’utilizzo dei veicoli della gamma del 30% rispetto al 2018. Obiettivo che secondo l’iniziativa indipendente Science Based Targets (SBTi) soddisfa i requisiti degli accordi di Parigi sul clima.

Attualmente, il 41% dell’elettricità consumata nei processi produttivi del Gruppo proviene da fonti rinnovabili; l’obiettivo è di arrivare al 100% entro il 2030 (dapprima in Europa, entro il 2023, con l’eccezione di ŠKO-ENERGO, poi nel resto del mondo). Già oggi in 43 sedi del Gruppo si utilizza esclusivamente energia green. Nel frattempo i 125 stabilimenti produttivi sparsi in tutto il mondo stanno migliorando la loro efficienza energetica: in questo senso, negli ultimi due anni sono state implementate oltre 1.650 nuove misure.

Gli stabilimenti

Le due centrali elettriche dello stabilimento Volkswagen di Wolfsburg verranno completamente convertite dal carbone al gas naturale entro la fine del 2022, riducendo le emissioni di CO2 del 60% – ovvero, con un taglio pari a 1,5 milioni di tonnellate ogni anno.

Gli impianti di Bruxelles (Audi), Zwickau e Dresda (Volkswagen), Vrchlabí (ŠKODA) e Crewe (Bentley) sono le prime strutture carbon neutral del Gruppo Volkswagen. In Norvegia, Volkswagen ha inoltre attivato, insieme a Green Mountain, un centro informatico carbon neutral che utilizza energia al 100% idroelettrica, risparmiando 5.800 tonnellate di COogni anno.

I trasporti

Entro il 2021 tutti i trasporti ferroviari di materiali e veicoli in Germania utilizzeranno elettricità proveniente da fonti rinnovabili, tagliando così 26.700 tonnellate di emissioni di CO2 all’anno. Nello stabilimento portoghese di Palmela, il Gruppo Volkswagen ha riattivato una linea ferroviaria per il trasporto di veicoli al porto di Setúbal. Il treno circola fino a quattro volte al giorno consegnando circa 500 veicoli al porto e sostituendo 63 viaggi in camion, con un risparmio di 400 tonnellate di anidride carbonica all’anno.

In Spagna, nello stabilimento SEAT di Martorell, per i trasporti vengono utilizzati i rimorchi per autocarri più grandi disponibili sul mercato (lunghi 31,7 e 25,2 metri): una soluzione che consente di tagliare le emissioni di CO2 del 30% rispetto ai camion convenzionali.

Per quanto riguarda la logistica marittima, il Gruppo utilizza già un cargo alimentato a gas naturale e un altro entrerà in servizio a breve; con un pieno è possibile coprire l’intero viaggio di andata e ritorno, Germania-Messico-Germania.

Le emissioni di CO2

Attraverso un fondo “CO2, che dispone di un budget annuale di 25 milioni di Euro, il Gruppo Volkswagen sostiene tutti i progetti interni che riducono le emissioni di gas serra. È stato inoltre incorporato un indice di decarbonizzazione (DKI) all’interno della strategia, come indicatore dell’avanzamento del percorso – i cui progressi vengono pubblicati regolarmente – verso la neutralità climatica.

La mission aziendale “goTOzero” riunisce tutte le misure ambientali implementate, riassumendo un modo sostenibile di fare business che riduce al minimo l’impatto del Gruppo. Quattro le aree di azione individuate: cambiamento climatico, risorse, qualità dell’aria e conformità ambientale.

In conclusione

Per diventare carbon neutral entro il 2050, il Gruppo Volkswagen segue tre capisaldi: ridurre il consumo di energia in maniera efficace e sostenibile, passare alle fonti rinnovabilicompensare le emissioni che attualmente non possono essere evitate. Insieme alla strategia di elettrificazione, questi tre principi permettono di contribuire efficacemente alla lotta contro il riscaldamento globale.

Non dobbiamo perdere nessuna opportunità, e non la perderemo, per ottimizzare ulteriormente la nostra efficienza nell’utilizzo delle risorse, così come nel riutilizzo e nel riciclo dei materiali“, nelle parole del CEO Herbert Diess.

1)  ID.3 – consumo combinato (NEDC) in kWh/100 km: 15,4-14,5; emissioni di CO₂ in g/km: 0; classe di efficienza: A+.

2)  ID.4 – consumo combinato (NEDC) in kWh/100 km: 16,9-16,2; emissioni di CO₂ in g/km: 0; classe di efficienza: A+.

FonteVolkswagen AG

Leggi di più

In evidenza, News Commenti (0) |

Ridurre le emissioni di CO2 del 60% entro il 2030: la proposta UE

Target emissivi ancora più stringenti per il settore dei trasporti, che dovrebbe portare le emissioni medie delle auto nuove da 95 a 50 g/km. Nel frattempo in Italia aumentano le vendite delle auto elettriche: alla fine del 2020 il parco circolante italiano a zero emissioni sarà più che raddoppiato rispetto al 2019.

Abbattere le emissioni di CO2 del 60%, entro il 2030, rispetto ai valori del 1990, per rendere l’Europa sempre più sostenibile. È questo il nuovo target che il Parlamento Europeo ha proposto lo scorso 7 ottobre dopo aver approvato – 352 voti a favore, 326 contrari e 18 astenuti – un emendamento alla proposta di legge sul clima presentata dalla Commissione Europea.

Inizialmente, l’obiettivo della Commissione Europea era abbattere le emissioni di CO2 del 55% entro il 2030, ma dopo le modifiche proposte dalla Commissione Ambiente, l’asticella è stata alzata al 60%. Con un valore di riferimento così ambizioso sarà più facile per le istituzioni europee introdurre disposizioni legislative per arrivare ad azzerare le emissioni di CO2 entro il 2050.

Ora il Consiglio Europeo dovrà raggiungere un accordo per la prima Legge europea sul clima entro la fine dell’anno, ed è necessario l’impegno concreto di tutti i 27 Stati membri.

Tagliare le emissioni di CO2

I nuovi obiettivi interesseranno anche il settore dei trasporti: attualmente il target di emissioni medie di anidride carbonica delle nuove auto vendute in Europa è di 95 g/km, ma per centrare gli obiettivi del 2030 dovrebbe scendere al di sotto dei 50 g/km. Un valore che potrà essere raggiunto solo con un corposo contributo delle auto elettriche.

Questa nuova sfida europea avrà effetti positivi anche in ItaliaMotus-E, nella strategia “Missione E-Mobility Italia”, aveva anticipato una proiezione di 4 milioni di veicoli puramente elettrici (BEV) venduti entro il 2030, uno scenario che considerando i dati attuali appare conservativo: il 2020, infatti, si chiuderà con circa 28.000 veicoli 100% elettrici venduti rispetti ai 20.000 previsti in origine.

L’elettrico in Italia

In questo modo il parco circolante elettrico italiano – 22.728 vetture nel 2019 – verrà più che raddoppiato. Una crescita che va di pari passo con quella dei punti di ricarica sul territorio italiano: attualmente sono 16.500 a fronte di circa 40.000 veicoli elettrici circolanti.

Nello scorso mese di ottobre le immatricolazioni di auto elettriche in Italia sono cresciute del 201% rispetto a ottobre 2019, con il totale da inizio anno che è arrivato a 20.419 BEV (Battery Electric Vehicles, ovvero veicoli 100% elettrici).

Di questo totale, tra i primi cinque modelli più venduti, quattro appartengono ai segmenti A e B, cioè quelli delle auto più piccole, a dimostrazione del fatto che la mobilità elettrica si sta gradualmente affacciando al mercato dei grandi numeri. Una dinamica che dovrebbe portare a un aumento dei volumi di vendita e alla riduzione dei prezzi di acquisto.

La situazione in Europa

Anche in Europa le immatricolazioni di auto elettriche crescono. Nei primi nove mesi del 2020 si è registrato un incremento a tripla cifra, rispetto all’anno precedente, per le vendite di vetture BEV in Francia (+132%, 70.587 unità), Germania (+105,2%, 98.610 unità) e Gran Bretagna (+165,4%, 66.611 unità). Il mercato globale europeo delle vetture a zero emissioni, tra gennaio e settembre, ha superato le 400.000 unità.

Il “caso” Norvegia. La Norvegia si conferma l’isola felice dell’elettrico. Nello scorso mese di settembre sono state immatricolate 9.560 BEV, un dato che corrisponde al 61,5% del mercato totale: un grande contributo è arrivato dal lancio della Volkswagen ID.3, che ha fatto segnare 1.989 unità vendute.Un risultato che arriva da un lungo e articolato piano di elettrificazione, tra i più ambiziosi al mondo, che ha l’obiettivo di arrivare a vendere solo auto elettriche sul territorio norvegese entro il 2025. Un traguardo molto significativo, considerando che la quota media del mercato mondiale di veicoli elettrici è intorno al 3%.
FontiMOTUS-EACI

Leggi di più

Green News, News Commenti (0) |

Mobilità elettrica, enormi riduzioni di inquinanti nell’aria: ecco le prove

Negli scenario al 2050, riduzioni di diossido di azoto fino al 90% e di aoltre il 30% per i Pm10

Diossido di azoto (NO2) ridotto drasticamente anche fino al 90%. Abbattimento molto significativo anche per le Pm10, intorno al 30%. E’ il migliore degli scenari dello studio firmato dall’Istituto per l’inquinamento atmosferico del Cnr in collaborazione con Motus-E, l’associazione per lo sviluppo della mobilità elettrica in Italia, per la valutazione della dispersione in atmosfera e della ricaduta al suolo degli inquinanti primari e il relativo impatto emissivo nelle città di Torino, Milano,  Roma, Bologna, e Palermo.

Ad esempio a Torino, negli scenari futuri assistiamo ad una netta riduzione del diossido di azoto (NO2) passando da una percentuale del 61% al 2025 fino ad arrivare ad una riduzione del 93% al 2030. Per il PM10, negli scenari futuri assistiamo ad una netta riduzione passando da una percentuale del 36% al 2025 fino ad arrivare ad una riduzione del 39% al 2030.

Anche a Roma si prospetta una netta riduzione delle concentrazioni medie orarie di NO2 che passa da una percentuale del 53% al 2025 fino ad arrivare ad una riduzione del 89% al 2030.  Bene anche per le PM10: da una percentuale del 36% al 2025 fino ad arrivare ad una riduzione del 42% al 2030.

A Milano la riduzione delle concentrazioni di diossido di azoto passa da una percentuale del 62% al 2025 fino ad arrivare ad una riduzione del 84% al 2030. Mentre per le PM10 si denota una riduzione delle concentrazioni, passando dallo scenario 2025 allo scenario 2030, rispettivamente del 36% e del 41%.

Lo studio – spiegano Cnr e Motus-E – esamina e confronta due scenari prospettici, rispettivamente al 2025 e al 2030, dell’attuale parco circolante di veicoli relativi variabilmente ai comparti del trasporto privato, della logistica dell’ultimo miglio e del trasporto pubblico locale su gomma delle sei città italiane oggetto di studio.

Lo scenario base è stato calcolato ricorrendo alla stima delle sole concentrazioni degli inquinanti PM10 e NO2 partendo dai flussi veicolari reali – relativi alle 24 ore, tenuto conto dei dati meteo di un giorno tipico feriale invernale – per determinare le emissioni per ogni arco stradale che compone la rete viaria cittadina, fornendo una stima del contributo del traffico dei veicoli nell’area in esame (non sono state considerate tutte le altre fonti di emissioni).

Gli scenari prevedono l’incremento della percentuale di penetrazione delle tecnologie ibride plug-in/elettriche sul parco veicolare circolante considerando contemporaneamente la riduzione delle percentuali relative alle tecnologie a combustione interna quali benzina e diesel.

Per Francesco Petracchini, Direttore del Cnr-Iia, “lo studio rimarca l’importanza dell’attività scientifica dell’Istituto a supporto delle pubbliche amministrazione per fornire elementi necessari per la comprensione dei benefici ambientali connessi all’utilizzo di tecnologie pulite. Nello specifico del progetto il Cnr-Iia ha valutato i miglioramenti della qualità dell’aria in ambito urbano prospettando diversi scenari di penetrazione della mobilità elettrica.”

«Con questo studio – dichiara il segretario generale di Motus-E Dino Marcozzi – grazie alla collaborazione del Cnr abbiamo un quadro ben preciso sui benefici ambientali dati alla mobilità elettrica nelle città italiane. Inoltre, le nostre stime sulla penetrazione dei veicoli elettrici fino al 2030 vedono un trend di crescita sempre più positivo riconfermando come la mobilità sostenibile a zero emissioni sia una concreta realtà da raggiungere per il benessere dell’ambiente e del nostro Paese.»

Leggi di più

Bici, News Commenti (0) |

Reevo Hubless, e-bike che viene dal futuro

La produzione della bici elettrica senza raggi né mozzi partirà a cavallo tra il 2020 e il 2021 grazie a una raccolta fondi della Beno Technologies che ha raggiunto 1milione e 200mila euro

La novità del momento per le due ruote green si chiama Reevo Hubless. Si tratta di un’e-bike davvero unica: per la sua struttura così poco tradizionale, sembra venuta dal futuro. A progettarla la Beno Technologies, società di Seattle che ha aperto anche un crowfounding sulla piattaforma Indiegogo per raccogliere finanziamenti e far partire la produzione. Puntavano ad arrivare a 50mila dollari, in realtà ne hanno raccolti oltre 1.400.000 (quasi 1milione e 200mila euro). Da sottolineare che, per i finanziatori del progetto è previsto uno sconto di circa il 40% sul prezzo della bici elettrica, il costo base è di circa 2.800 euro, scontato 1.800.

Senza mozzi e raggi

Ma cos’ha di speciale la Reevo Hubless? Basta dare un’occhiata, anche distratta, alle foto per capire che l’e-bike non ha mozzi né raggi. Andando più nel dettaglio, sulle ruote (decisamente fuori dal comune) poggi la struttura del telaio in alluminio e ABS: a fare da collegamento un doppio cerchione, uno è fisso mentre l’altro ruota su cuscinetti e regge lo pneumatico. Allo shock che segue la vista delle ruote senza raggi, c’è da sottolineare la tecnologia di cui il mezzo è dotato. La Reevo Hubless ha un antifurtocon blocco ruota integrato, ed è nascosto nel telaio. Per sbloccarlo c’è un sensore di impronte digitali, mentre lungo il telaio ci sono sensori di tracciamento GPS, grazie ai quali il proprietario è sempre aggiornato sulla posizione del mezzo. Anche il cavalletto è nascosto e i fari sono a Led (quello frontale da ben 800 lumen). C’è la connettività Bluetooth, non manca la presa USB per ricaricare i dispositivi che trovano il proprio posto nel supporto sul manubrio.

Ancora qualche mese di attesa

Il motore della Reevo Hubless è da 250 kW dotato di batteria da 504 Wh (48 V per 10,5 Ah), rimovibile e con tempo di ricarica di tre ore. L’autonomia dichiarata dalla Beno Technologies è di 60 km. La produzione dovrebbe partire tra il 2020 e l’anno nuovo con consegna prevista da marzo 2021 per gli esemplari già prenotati dai finanziatori del progetto. Per gli altri, si dovrà attendere ottobre 2021.

Leggi di più

Green News, News Commenti (0) |

Volkswagen trasforma l’isola greca di Astypalea in un hub di mobilità elettrica

Il progetto prevede la sostituzione di circa 1.500 veicoli con motore a combustione con circa 1.000 veicoli elettrici

Il gruppo Volkswagen fornirà veicoli elettrici, punti di ricarica e servizi di car sharing ecologico a una piccola isola della Grecia.

L’amministratore delegato di Volkswagen Herbert Diess e il vice ministro degli esteri greco Konstantinos Fragogiannis hanno firmato un memorandum d’intesa in occasione di un evento virtuale per il progetto sull’isola di Astypalea, la più occidentale dell’arcipelago del Dodecaneso, a ovest di Kos.La Grecia si affida da tempo al carbone, ma il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis si è impegnato ad allontanare il paese dai combustibili fossili e a promuovere l’uso delle energie rinnovabili.

“Credo fermamente nelle partnership. I governi non possono farcela da soli e il settore privato non è la risposta ad ogni domanda”, ha detto Mitsotakis, che si è unito all’evento.Astypalea (Stampalia in italiano), una popolare destinazione turistica con 1.300 abitanti, attualmente ha un servizio di trasporto pubblico molto limitato con soli due autobus e la domanda di energia è quasi interamente soddisfatta dai combustibili fossili.

Leggi di più