Motori Green è tutto ciò che c'è da sapere sul mondo dei motori elettrici.

Per pedalare rapidi con una bicicletta a pedalata assistita c’è bisogno di leggerezza e di efficienza nei componenti.
Triestina Hybrid garantisce le migliori prestazioni per i tuoi spostamenti in città e nei tuoi itinerari cicloturistici. Tutto è possibile grazie al telaio in alluminio che contiene lo stesso sistema di assistenza alla pedalata della Cento 10 Hybrid. Ogni dettaglio della Triestina Hybrid è studiato per essere sempre al passo con i tempi.

Il motore è posizionato nella ruota posteriore, entra in funzione in maniera “discreta”, non si fa notare troppo sia in termini d’inquinamento acustico (non c’è il classico ronzio della bobina elettrica) sia per il movimento che rimane fluido e senza strappi: “il trucco c’è ma non si vede”.

Fonte: Wired

Il manubrio è molto largo per una maggiore stabilità, non è l’ideale per zigzagare nel traffico. Quando si smette di pedalare o si superano i 25 km/h il motore si dis-inserisce in automatico senza far percepire la sensazione di frenata. Stupisce come l’azienda sia riuscita a integrare nel telaio in alluminio il sistema d’assistenza X35+ poco ingombrante per versatilità ed estetica. Quanto meno a un primo sguardo e a un occhio poco esperto la bici sembra una tradizionale, caratteristica che si rivela quantomai utile quando è parcheggiata in esterno perché in grado di attirare meno l’attenzione dei malintenzionati.

A nostro parere per durata della batteria e prestazioni la Hybrid Commuter offre il meglio su strade molto scorrevoli e lunghi rettilinei, piuttosto che in salita o negli “strappi” provocati dai tanti semafori ravvicinati nei centri urbani.

Il peso dei componenti (motore, batteria, cablaggi e controller) è di 3,5 kg, quello totale è di poco superiore ai 13 chilogrammi e gestibile sia durante l’utilizzo sia per il trasporto, per esempio se non disponete di un garage e dovete ogni volta portarla di peso in casa con scale o ascensore. La batteria è posizionata nel tubo più basso, è possibile accedere a un’altra carica aggiuntiva opzionale esterna posizionabile (tramite viti) nell’alloggiamento del secondo porta borraccia.

Fonte: Wired

Il tasto d’accensione e controllo del motore elettrico si trova vicino all’attacco del manubrio, facilmente accessibile in qualsiasi situazione, una luce indica lo stato del funzionamento (bianco, verde, arancio e rosso, in base al tipo di potenza di cui avete bisogno) e la ricarica. L’autonomia dipende molto dal tipo d’utilizzo, noi abbiamo optato in prevalenza per la modalità più efficace d’assistenza alla pedalata (luce rossa) e con questa siamo arrivati di poco sopra i 40 chilometri, con quella meno invasiva (verde) è possibile arrivare oltre i 60 km.

Tramite l’app è possibile accedere ai dati riguardanti lo stato della batteria, la velocità e i chilometri percorsi, oltre ad alcune impostazioni regolabili sul funzionamento del motore che possono far divertire non poco i più geek. La versione base presenta il gruppo Shiamano 105 R7020 Drop Bar che non ci ha impressionato per rapidità, ma è possibile optare anche per il GRX 1X11, impeccabili invece i freni a disco.

La Hybrid Commuter è ben lontana dalle bici elettriche di un paio di anni fa, il feeling durante l’uso è quello di una trazione muscolare, l’ingombro minimo e la praticità notevole. Potendo permettersi la cifra richiesta (da scooter) è un’ottima alternativa per chi, nonostante le lunghe distanze per gli spostamenti quotidiani, vuole optare per la scelta green dei pedali.

Fonte:Wired

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